LELIO ZOCCAI , CAPORALMAGGIORE DEL XXX BATTAGLIONE GUASTATORI ALPINI

category Guastatori deceduti 28 aprile 2014

 E’ mancato all’età di 93 anni Lelio Zoccai, ultimo prigioniero dei lager russi. Gioielliere di successo, figura di rilievo nel contesto cittadino di Thiene, uomo semplice e schivo, era entrato    nell’esercito all’età di 18 anni nella compagnia “Valanga” del    XXX battaglione Guastatori Alpini.

Articolo Zoccai

ARTICOLO APPARSO SU “IL GIORNALE DI VICENZA” del 9 settembre 2011

Partito per la Russia il 20 luglio 1942 (dopo una breve esperienza in Albania, aveva perfezionato l’addestramento in Val d’Aosta e in Jugoslavia nel biennio 1941-42), ragazzo pieno di fiducia nella vita e nell’amicizia, spirito goliardico, gioviale con tutti, ha pagato la lunghissima prigionia e la cocente delusione di un difficile reinserimento , chiudendosi in se stesso, circondato dagli affetti familiari e impegnandosi in lavoro senza respiro, che l’ha portato a essere un gioielliere di successo .  Iniziando dal nulla, nel dopoguerra, ha saputo raggiungere con intelligenza e tenacia traguardi straordinari.

Con i compagni del XXX° e gli alpini del btg. “Cervino” è stato uno dei protagonisti della battaglia di Rossosch, a difesa del Comando del Corpo d’Armata Alpino, nei giorni 15 e 16 gennaio 1943.

Dei 340 guastatori, impegnati nel combattimento in città, alla fine degli scontri ne mancheranno all’appello 160, fra caduti e dispersi . Qui il caporalmaggiore Lelio Zoccai rimane come ultimo baluardo con il suo fucile mitragliatore a difesa del ponte che immetteva nella città di Rossosch, consentendo lo sganciamento degli italiani dall’attacco russo e si guadagna l’encomio solenne (V. Delleani “Non vogliamo encomi”, ed. Mursia, pag. 101).

Segue la colonna in ritirata fino a sfiorare Nicolajewka, poi piega verso Valuiki con una parte della colonna compreso il comando della “Julia”.

Iniziano per lui le tappe della via crucis in prigionia: catturato un prima volta, riesce a fuggire. Viene ripreso con migliaia di italiani a Valuiki, dove i prigionieri sono abbandonati a se stessi per due settimane senza cibo e senza tetto ;affronta la durissima marcia del “Davai” (il grido “avanti”, continuo e bestiale, delle guardie russe) sulla neve, nel gelo più rigido di un inverno eccezionalmente duro anche per i russi;viene portato nel lager di Tambov, a 450 km a sud est di Mosca, tomba di 9200 italiani. Qui continua la falcidia della fame ed iniziano epidemie di dissenteria, tbc, tifo: in due mesi i prigionieri muoiono a migliaia;viene trasferito in Siberia nei lager di Gubaka e Kizel sugli Urali più settentrionali ai lavori forzati nelle miniere di rame e nella posa di traversine per la ferrovia;alla fine del 1943 è deportato a Pacta Aral in Kazakistan per lavorare alla raccolta del cotone. Qui rimane fino al 1946.

Avendo sempre rifiutato l’indottrinamento ideologico nei vari campi di lavoro, appartenendo ai guastatori (considerati fascisti) ed essendosi sempre opposto alla firma dei verbali preconfezionati tendenti ad accusare i comandanti di presunti misfatti, passa ai lager di Odessa, Kiev, Darniza, Rossosch, dove subisce inaudite pressioni psicologiche e torture.   Ad aiutarlo nel mantenere la propria lucidità e la coscienza della propria identità sono state anche poesie e preghiere, che a mente non ha mai smesso di comporre e recitare.

È liberato il 14 luglio 1950 dopo quasi otto anni di prigionia.

Gli sono stati conferiti l’encomio solenne e due croci di guerra. Avrebbe meritato la medaglia d’argento, che pure fu proposta per ben due volte dai suoi diretti comandanti.

Ha scritto un libro: “Prigioniero in Russia: un guastatore alpino nei lager sovietici 1943-1950”, pubblicato a Milano dalla Mursia nel 2004.

E’ stato nominato socio benemerito dell’Anget, grazie all’interessamento del socio Riccardo Galletti e dei Presidenti Nazionali del Gruppo Guastatori succedutisi nel tempo, gen. Manganaro e gen. Andriella.

Lelio Zoccai, commosso, cappello alpino in testa, con il “gladio” in bella evidenza, ha ricevuto il prestigioso riconoscimento l’8 settembre 2011.

Lelio con la moglie

 

attestato ANGET di Zoccai

I funerali sono stati celebrati nel Duomo di Thiene il 24 aprile .

LELIO, UN SOLDATO, UN GUASTATORE, UN PADRE, UN UOMO FUORI DEL NORMALE , GIUSTO, RETTO , DA RICORDARE ED AVERE COME ESEMPIO !

 

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I funerali di Lelio Zoccai sono stati celebrati nel Duomo di Thiene giovedì 24 aprile .

 

Anna Bianchini

Ultima modifica il Lunedì, 21 Aprile 2014 23:08

 

 

 

 

 

 

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CIRCOLARE N. 90

 Il 26 marzo scorso è stata diramata la nostra novantesima circolare che ha lo scopo di aggiornare i Guastatori sulle attività che il Gruppo ha svolto e intende svolgere in quest’anno . In particolare  fornisce le prime notizie relative al nostro prossimo Raduno (il QUARANTACINQUESIMO) che avrà luogo  a Legnago (VR)  presso :

8° REGGIMENTO GENIO GUASTATORI PARACADUTISTI “FOLGORE”

  Per leggerla, ed eventualmente scaricarla, cliccare sul link :

 CIRCOLARE N.90

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CAMBIO DEL COMANDANTE AL 10° REGGIMENTO GENIO GUASTATORI

 

Cremona, 24 gennaio 2014,

Si è svolta oggi presso la caserma “Col di Lana” in Cremona, alla presenza del Comandante della Brigata “Ariete”, Generale Fabio Polli, la cerimonia di avvicendamento del Comandante del 10° Reggimento Genio Guastatori tra il Colonnello Pier Francesco Cacciagrano e il parigrado Massimo Bendazzoli.

Rassegna schieramento Gen. Fabio Polli

VENGONO RESI GLI ONORI AL GEN. POLLI COMANDANTE DELLA BRIGATA

Passaggio della Bandiera di Guerra

PASSAGGIO DELLA BANDIERA DI GUERRA

Il Colonnello Cacciagrano lascia la guida dell’unità dopo oltre tre anni durante i quali i guastatori del 10° sono stati impegnati in numerose attività addestrative e operative, sia all’estero (dall’Afghanistan al Libano) che in territorio nazionale (operazione “Strade Sicure”, interventi di soccorso per  pubbliche calamità in Veneto e Liguria).

Ora lo attende un prestigioso incarico presso il Comando del Corpo d’Armata di Reazione Rapida della NATO di Solbiate Olona (VA).

Il Comandante subentrante, Colonnello Massimo Bendazzoli, proviene dallo Stato Maggiore dell’Esercito. Per lui si tratta di un ritorno tra i ranghi dell’Ariete e del 10° Reggimento Genio Guastatori, ove già aveva ricoperto, in passato, incarichi di comando.

Alla cerimonia, accanto al Labaro del Nastro Azzurro, ai Gonfaloni e ai medaglieri delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, sono intervenute numerose Autorità militari e civili, tra cui il Sindaco di Cremona, il Vice Prefetto di Cremona, i Comandanti dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, dei Vigili del Fuoco che, come in passato, hanno voluto testimoniare il legame e la vicinanza al 10° Reggimento Genio Guastatori.

Fin da mercoledì 22 gennaio u.s., un nucleo di militari del reparto, sta operando, in coordinamento con la protezione civile e i vigili del fuoco, nella provincia di Modena per evacuare personale civile costretto ad allontanarsi dalle proprie abitazioni allagate dall’esondazione del fiume Secchia.

 

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ROBERTO BARDINI, UN MITO PER I GUASTATORI………CI HA LASCIATO

category Guastatori deceduti 22 novembre 2013
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Perchè un MITO ?

Per i Guastatori che hanno avuto la fortuna di conoscerlo è superflua qualsiasi spiegazione .

Per tutti gli altri la semplice considerazione di uno che ha avuto l’onore e l’onere (riuscire a mantenere i livelli raggiunti da lui era praticamente impossibile) di succedergli al Comando del Reparto primogenito erede della Specialità …..

il 3° Battaglione Genio Guastatori “Verbano”

“Lasciare la caserma “Leccis” di Orcenico era stato, per i guastatori, un duro colpo .  Trasferendosi a Udine, nella caserma “Spaccamela”, il Battaglione perdeva molti degli Ufficiali e Sottufficiali che avevano contribuito a creare lo “spirito tipico del guastatore della Leccis” .  La fiamma che quello spirito rendeva viva e brillante stava diventando un tizzone appena acceso sotto la cenere .

Ma la buona sorte non abbandona i guastatori .  

Roberto Bardini assume il comando del “Verbano” .

Il suo carisma è come una folata di vento che soffia forte su quella cenere . Il tizzone riprende vita . La fiamma splende nuovamente . I guastatori della “Spaccamela”  riguadagnano a pieno titolo l’eredità dei loro predecessori . “

Roberto

i Guastatori tutti non ti ringrazieranno mai abbastanza e,    stanne certo ……

NON  TI  DIMENTICHERANNO  MAI  !

 

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IL CIPPO DEDICATO AI GUASTATORI A CAMPO DELL’ORO

category Guastatori caduti 14 settembre 2013

Il 17 ottobre 1965 il Gruppo Nazionale Guastatori del Genio svolse a Civitavecchia il 3° Raduno Nazionale .

In quell’occasione i tanti  presenti, tutti reduci dei mitici reparti che operarono nei diversi fronti nel secondo conflitto mondiale, in ricordo di tutti i Guastatori caduti inaugurarono un monumento fatto erigere dal Gruppo sulla sommità di Campo dell’Oro . Lì dove sorgeva la Scuola Guastatori del Genio .

Quasi cinquant’anni dopo, l’ingiuria del tempo e l’incuria degli uomini avevano reso il monumento così com’è visibile in queste immagini (clicca sulle stesse per ingrandirle) :

Cippo ante restauro 1

Cippo ante restauro 2

 Cosa dire  se non un sacrosanto  MEA CULPA ?????

IL 4 dicembre dello scorso anno , però , per iniziativa e a cura di un Guastatore con la “G” maiuscola, il Col.s.SM. Mario Angelo BARONI , che è stato Comandante del superbo 5° Reggimento Genio Guastatori, il monumento , egregiamente  restaurato, è stato inaugurato  .  Hanno collaborato con lui il Comune di Civitavecchia e alcuni volontari .

La cronaca dettagliata dell’evento è stata riportata sul  NOTIZIARIO  DELL’ASSOCIAZIONE  NAZIONALE  GENIERI  E TRASMETTITORI  D’ITALIA n. 1/2013 . Per i Guastatori non iscritti al Gruppo,  che non ricevono il Notiziario,riportiamo di seguito l’articolo :

Dopo la funzione religiosa in onore di Santa Barbara, celebrata in Cattedrale di Civitavecchia, rappresentanti della Sezione ANGET  con la loro Bandiera e dell’Associazione Sottufficiali d’Italia con il loro Labaro si sono recati in Via Guastatori del Genio a Campo dell’Oro per onorare il ricordo dei Guastatori che in quella località si addestrarono al combattimento prima di essere impiegati in Africa Settentrionale contro l’Esercito britannico e in altri Teatri Operativi. A Campo dell’Oro, infatti, proprio sulle alture di Poggio Paradiso, sorge un monumento che è stato di recente restaurato e restituito al rispetto dei viandanti per l’iniziativa e a cura del Capo di Stato Maggiore del Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito, Col.g.gua.s.SM Mario Angelo BARONI, in collaborazione con il Dott. Patrizio DE FELICI, Capo di Gabinetto del Sindaco Pietro TIDEI. I lavori di restauro sono stati eseguiti da alcuni volontari in ferma prefissata coordinati dal CMS Antonio CARFORA, Volontario in Servizio Permanente già in forza al 3° Reggimento guastatori di Udine. Alla breve ma significativa cerimonia hanno partecipato anche il Comandante dell’11° Reggimento Trasmissioni, Col. Mauro LOZUPONE con il suo Sottufficiale di Corpo 1° Mar. Lgt. Murizio BACCHINI, il Ten.Col. BRIZI del Poligono di Monte Romano, altri Ufficiali , Sottufficiali e Volontari del genio del Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito, del Reggimento Trasmissioni e di altri reparti di stanza nel presidio di CIVITAVECCHIA. Il Cappellano Militare, Don Salvatore NICOTRA ha impartito la benedizione al rinnovato monumento dopo che una corona di alloro era stata deposta al suono del silenzio. Il Col. BARONI ha concluso leggendo la Preghiera del Geniere e rivolgendo alcune parole di ringraziamento e sul significato della cerimonia, ricordando anche i caduti delle più recenti operazioni che hanno visto le FFAA italiane impegnate in vari Teatri Operativi nel mondo.

Ecco come si presenta adesso il Cippo :

monumento 1

IL CIPPO IN RICORDO DEI GUASTATORI CADUTI

Le due lapidi , le stesse del monumento inaugurato il 1965  :

Lapidi con diciture

Il Gruppo e i Guastatori tutti ringraziano ed esprimono infinita gratitudine al Col BARONI e a tutti coloro che hanno collaborato con lui .

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