XXXII btg.gua.

La 3^ “Folgore” e la 4^ “Uragano” del 2° corso della Scuola Guastatori di Civitavecchia, appena ultimato l’addestramento, vengono destinate alla 10^ Armata in Africa Settentrionale.

Il 14 gennaio 1941 sbarcano a Tripoli dove, per ordine del Comando Superiore dell’A.S., vengono riunite in un battaglione di formazione, al comando del Cap. G. Cappuccio, posto alle dipendenze del 1° Rgpt. Speciale Genio . Poiché, esauritasi la spinta dell’ 8^ Armata britannica e stabilizzatosi il fronte nella Sirtica, le operazioni belliche attraversano un periodo di stasi, il battaglione viene impiegato in lavori di fortificazione campale .

Il 24 marzo 1941, contrariamente agli intendimenti del Comando italiano, il Gen. Rommel, da poco giunto in Africa al comando del Corpo di spedizione germanico (Africa Korps), resosi conto della momentanea debolezza dell’avversario, sferra una decisa offensiva raggiungendo in breve tempo le fortificazioni di Tobruk .

Il 12 aprile la div. “Brescia” e la 5^ div. celere tedesca muovono all’attacco. I difensori, però, sono più forti del previsto e costringono gli attaccanti ad arrestarsi . Il tentativo di un contrattacco inglese, peraltro subito rintuzzato, obbliga Rommel a fermarsi ed attendere l’afflusso di adeguati rinforzi .

Tra i rinforzi giungono, il 21 aprile 1941, sul fronte di Tobruk, la 3^ e la 4^ compagnia che il 27 successivo sono già in primissima linea .

.La 3^ “Folgore” è assegnata alla div. “Ariete”, per agire in collaborazione con l’ 8° rgt.bersaglieri, mentre la 4^ “Uragano” è alle dipendenze della div.”Brescia” . Entrambe le Grandi Unità sono destinate all’investimento della piazzaforte di Tobruk . Bastioni in cemento armato circondati da difese campali permanenti : una cintura di reticolato, campi minati e profonde fosse murate con ricoveri protetti capaci di ospitare un plotone .

Nella notte del 30 aprile sul 1° maggio ha inizio violentissimo l’attacco . I guastatori, al loro battesimo del fuoco sul fronte africano, si lanciano per primi assieme ai bersaglieri dell’8° reggimento ed al battaglione tedesco “Voigtberger” .

Le alture nella zona di Ras el Medauar, che dominano il porto di Tobruk, sono subito conquistate . La 3^ “Folgore”, al caratteristico grido vittorioso di “VARCO !!!”, lanciato dai portatubi per segnalare il punto di superamento dei reticolati squarciati per l’assalto finale alle casematte, si impadronisce dei fortini R3, R4, R5, R6 ed R7 .Sotto lo scoppio delle granate, nella ragnatela delle raffiche delle mitragliatrici, i guastatori aprono i varchi nei reticolati con i tubi esplosivi e le pinze tagliafili, disattivano le mine a strappo . Si portano sotto i fortini saettando i dardi dei lanciafiamme . Infilano cariche cubiche nelle feritoie e incalzano i difensori con lanci ravvicinati di bombe a mano delle quali strappano con i denti la sicura . Si guadagnano, così, da parte degli avversari l’appellativo di “fire eaters”, mangiatori di fuoco .

Ma gli australiani non si rassegnano e sferrano reiterati furiosi contrattacchi sotto l’incessante martellamento delle artiglierie.

Per tre giorni e tre notti i guastatori, insieme ai bersaglieri, resistono con ogni mezzo. Tutto serve allo scopo ; anche il lancio di cariche improvvisate costituite da nastri di mitragliatrici inglesi avvolti intorno ad una cartuccia di esplosivo .

Nella notte del 3 sul 4 maggio 1941, un attacco in forze di truppe d’assalto australiane ha ragione di quel pugno di uomini . Pochi sono i superstiti . Tra i caduti anche il comandante della 3^ “Folgore”, il valoroso Ten. Tuci, medaglia d’Argento “alla memoria”.

Ma gli attacchi per la conquista della piazzaforte di Tobruk continuano senza sosta .

Si legge in una relazione ufficiale :

La notte sul 16 maggio 1941, due plotoni della 3^ compagnia guastatori in unione a gruppi di assaltatori di fanteria della div. “Brescia”, cui erano stati inviati in rinforzo il giorno 11 dello stesso mese, iniziano l’attacco. Con supremo sprezzo del pericolo e la consueta perizia i guastatori aprono tre varchi nel reticolato sul fronte di ciascun gruppo di assaltatori . Usano tubi esplosivi . Fianco a fianco con gli assaltatori, in cruenti corpo a corpo, infliggono gravi perdite al nemico conquistando l’obiettivo.

In questa azione il guastatore Emilio Caizzo, della 3^ “Folgore”,benché ferito lancia la sua carica esplosiva contro un fortino neutralizzandolo. Nuovamente ferito afferra la carica già accesa del suo compagno di coppia colpito mortalmente e, freddamente, annienta se stesso ed il nemico in una sola esplosione . Col suo sacrificio dona ai Guastatori del Genio la prima Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria” .

Al termine di questo primo ciclo operativo, durato quindici roventi giornate di aspri combattimenti, i guastatori hanno avuto 7 morti, 54 feriti e 34 dispersi .

Per dare un’idea di quel che fecero quegli Uomini in questi quindici giorni basta stralciare qualche brano dalle motivazioni delle 12 Medaglie d’Argento (4 alla memoria), 12 di Bronzo e 17 Croci di Guerra, tutte assegnate “sul campo” e per metà appannaggio di semplici guastatori .

“Il gua. Bernardino Ruiu, circondato con pochi compagni da forze preponderanti e caduto il proprio ufficiale, prende il comando dei superstiti, passa al contrattacco a colpi di bombe a mano fino all’esaurimento delle munizioni e, con un violento corpo a corpo, rompe l’accerchiamento”

“Il Ten. Aroldo Anzani rimane per sette ore a difesa di varchi aperti in terreno fortemente battuto dall’artiglieria respingendo reiterati attacchi nemici sino al sopraggiungere della propria fanteria.”

“Camillo Presicce, un guastatore che, benchè riformato, ha ottenuto l’arruolamento, va volontario in una azione quale portatubi. Apre un varco indi afferra la carica cubica di un commilitone ferito e la scaglia contro un fortino avversario neutralizzandolo . Guida, successivamente, pochi superstiti a raccogliere, in terreno battuto dal tiro avversario, tre guastatori feriti e conduce tutti in salvo “

“Il gua. Luigi Vega va volontario nell’azione del 16 maggio. Ferito, rifiuta il ritorno alla base ed attacca col lanciafiamme un fortino . Nuovamente ferito, arma in pugno guida i compagni all’attacco di australiani usciti da una ridotta impegnandoli in un duro corpo a corpo sino a che non cade colpito a morte da una baionettata al ventre ” .

Lo sforzo offensivo italo-tedesco, che in sole due settimane aveva riconquistata l’intera Cirenaica, si era infranto contro i bastioni di Tobruk, rimasti saldamente in mani britanniche .

I guastatori vengono inviati nelle retrovie per riordinarsi .

Nuovi volontari, addestrati e brevettati sul posto, ed una cinquantina di complementi giunti dall’Italia, non riescono a colmare i vuoti per cui le compagnie si ricostituiscono ad organici ridotti : due soli plotoni d’assalto anzichè quattro per compagnia .

Il 15 agosto 1941 lo Stato Maggiore sanziona ufficialmente la costituzione del battaglione, attribuendogli la denominazione di XXXII Battaglione Guastatori, con centro di mobilitazione il Deposito del 5° rgt. genio in Villa Vicentina (Ud) . Mantiene il comando il Cap. Giuseppe Cappuccio cui succederanno il Ten.Umberto Torregrossa , per un breve periodo, indi il Magg. Enea Franceschini .

Settembre 1941, il Col.Sergio Rogari, comandante del 1° Raggruppamento Speciale Genio posa con gli Ufficiali del XXXII dopo la consegna delle onorificenze al Valor Militare italiane e tedesche . Da sin. in piedi , Ten. De Angelis (due Medaglie d’Argento e una Croce di Ferro), Col. Rogari, Ten.Anzani (una Medaglia d’Argento e una Croce di Ferro), Magg. Enea Franceschini, comandante di btg., Cap G.Brancolini, Ten. M.DiLuzio. Accosciati: Sten.R.Luzi, Sten.G.Rubino, medico di btg., Sten.A.Macchi, (ufficiale non identificato).

Maturati gli eventi ritenuti favorevoli per un nuovo tentativo di conquista di Tobruk, il 27 agosto 1941, il XXXII battaglione è posto alle dipendenze del XXI Corpo d’Armata e il 12 settembre viene inviato presso la div. “Bologna” .

La notte successiva è in azione per concorrere col battaglione guastatori tedesco P.900, lo stesso impiegato contro la linea Maginot, alla conquista della quota 146 di Marsa el Zeitun, posizione di capitale importanza per la sicurezza dei rifornimenti . Occupata in breve tempo la quota, nonostante la rabbiosa reazione avversaria, i guastatori hanno il compito di sistemarla a difesa e presidiarla, compito che assolvono brillantemente resistendo per 12 giorni consecutivi agli attacchi britannici . A premiare i valorosi giunge sul posto il Gen. Rommel che concede loro numerose Croci di Guerra.

Sostituito da altra unità, al battaglione è affidato il presidio dei Capisaldi 11 e 12, nella zona di Tobruk, ove rimane fino al 14 ottobre, quando si trasferisce nella zona di Alba Fiorita per un periodo di riposo .

Iniziata il 19 novembre 1941 l’offensiva inglese in Marmarica, il XXXII si schiera nella zona di Bivio Mameli con il compito di arrestare ogni infiltrazione di colonne motorizzate avversarie .

Riequilibratosi il rapporto di forze verso la metà di gennaio 1942, il 21 dello stesso mese Rommel decide di riprendere l’iniziativa e sorprendere le truppe britanniche in piena crisi organizzativa.

Il 23 gennaio il XXXII battaglione partecipa alla riconquista di Bengasi entrandovi il 1° febbraio 1942 .

Il 5 febbraio, mentre la 4^ “Uragano”, al comando del Ten. Di Luzio, entra nel caposaldo di el Mechili con i bersaglieri del 9° rgt., la 3^ “Folgore”, rimasta a Bengasi, è impiegata in operazioni di bonifica e rimozione di numerosi sbarramenti stradali realizzati dal nemico lungo la pista Slota – Mechili .

A metà maggio, poco prima dell’inizio delle operazioni che dovevano portare alla conquista della Marmarica e di Tobruk da parte delle forze italo-tedesche, il XXXII, riordinato, anche se ridotto a solo 12 ufficiali, 25 sottufficiali e 226 guastatori, si sposta a Tmimi nuovamente alle dirette dipendenze del XXI Corpo d’Armata .

All’offensiva il battaglione partecipa attivamente . All’inizio della battaglia, agendo per plotoni alla testa delle unità attaccanti, i guastatori si spingono in ardite ricognizioni delle linee avversarie e ne riportano preziose informazioni .

L’11 giugno 1942, caduto il campo trincerato di Bir Hacheim, le truppe britanniche abbandonano precipitosamente le posizioni di Ain el Gazala .

Il 17 giugno il XXXII giunge fra i primi in zona Acroma, attraversando il terreno che mostra i segni della fuga inglese.

Il giorno successivo il 1° plotone della 3^ “Folgore” , al comando del Ten.Manlio Leone, attacca con successo la quota 179, una posizione fortificata della cerchia esterna di Tobruk dalla quale un reparto sudafricano impediva il transito sulla strada dell’Asse .

Carro armato Mark VII, preda bellica della 4^ “Uragano”

Il 19 giugno 1942 tutta la 3^ “Folgore” è nell’interno della cerchia fortificata di Tobruk . Il 21 il battaglione, in concorso alla div. “Trento”, partecipa alla capitolazione della piazzaforte facendovi ampio bottino di viveri e di automezzi.

Le forze italo-tedesche puntano decisamente verso Alessandria d’Egitto. Il XXXII, ormai completamente motorizzato, partecipa al travolgente inseguimento .

La 4^ “Uragano”, penetrando nel settore sud-occidentale del campo trincerato di Marsa Matruh, entro un profondo campo minato, prende parte attiva all’espugnazione di quell’estrema retroguardia dell’ 8^ Armata britannica .

Il 1° luglio 1942 il XXXII battaglione giunge con le avanguardie in zona di Sidi abd er Rahman, nella fase di investimento del campo trincerato di el Alamein . Benché la sua forza sia ridotta a 120 unità, il mattino del 2 luglio viene inviato a Bir Maqtu’a, zona di pozzi secchi lungo la “pista rossa” che dalla stazione ferroviaria di el Alamein si dirige verso la depressione di el Qattara . Suo compito guarnire un fronte di un chilometro e mezzo : “esca” che avrebbe dovuto funzionare da “campanello d’allarme” .

Il giorno successivo il XXXII partecipa all’attacco delle posizioni britanniche di el Alamein trovando violenta reazione dell’artiglieria : gli uomini guadagnano terreno tra una salva di granate e l’altra, saltando di cratere in cratere . Un bombardamento a tappeto di uno stormo di quadrimotori americani blocca definitivamente la spinta offensiva dell’azione che, durante la notte, si conclude con il ripiegamento sulle posizioni di partenza .

Tanti i guastatori rimasti sul campo . Molti i feriti e i moribondi .

A conferma dello “spirito” particolare che ha sempre contraddistinto la specialità guastatori e tutti i suoi componenti, compresi i cappellani militari dei battaglioni, merita di essere ricordato questo episodio, così come raccontato, in un articolo di stampa, dall’allora Ten. Manlio Leone .

Don Michele D’Auria, cappellano del XXX battaglione e Don Luigi Matrone, cappellano del XXXII battaglione (a destra), insieme in occasione del 4° Raduno Nazionale Guastatori (Civitavecchia, 26.5.1968)

La tarda mattinata del 4 luglio Don Matrone, il Cappellano del XXXII , Guastatore fra i guastatori, si presentò con un autocarro SPA 38 nella terra di nessuno, davanti alla linea del battaglione per andare a recuperare i guastatori caduti .

Gli artiglieri britannici gli dettero il benvenuto con alcune salve che lasciarono miracolosamente illeso il mezzo.

Poi capirono la missione di quello SPA 38 e cessarono il fuoco . Il Cappellano e il suo autocarro restarono per tutto il giorno in quella fascia di terreno . Al tramonto, oramai al buio, udì dei lamenti che lo attirarono nel luogo in cui, curvi su un ferito, c’erano alcuni militari britannici che all’arrivo di quell’ombra, lasciarono il campo .

Don Matrone rimase accanto al morente, gli diede l’assoluzione e gli tenne stretta la mano finchè non spirò .

Sulla zona aerei inglesi sganciavano spezzoni .

Nella notte del 5 sul 6 luglio 1942, mentre continua il ripiegamento, l’esplosione a terra di un bombardiere britannico precipitato con l’intero suo carico di bombe e carburante, a poche centinaia di metri dal comando di battaglione, provoca numerose perdite fra le fila dei guastatori che si assotigliano sempre di più . Il Magg. Franceschini, ricoverato in ospedale, viene sostituito nel comando del XXXII dal Ten. Mario Di Luzio che, dopo pochi giorni, mette i gradi di Capitano .

L’11 luglio due Sherman, carri armati britannici recentemente entrati in azione in Africa Settentrionale, seguiti da carri protetti per trasporto truppa, attaccano le posizioni del XXXII battaglione . Un esiguo campo minato posato da pochi giorni ed un violento quanto inaspettato fuoco di artiglierie italiane e tedesche, li arrestano . Due carri protetti vengono immobilizzati ed una squadra guastatori, guidata dallo stesso comandante di battaglione, si pone spavaldamente all’inseguimento degli equipaggi catturandoli. Nella notte del 16 sul 17 luglio un attacco di sorpresa di truppe d’assalto australiane, appoggiato da formazioni di carri Sherman, conquista le posizioni della compagnia del 7° reggimento bersaglieri che sta sulla sinistra del XXXII . Ora il fianco del battaglione è completamente scoperto .

Alle prime luci dell’alba imponenti forze di fanteria e corazzate, precedute da fuoco di distruzione sul campo minato e sui reticolati antistanti il settore del battaglione, sconvolgono il settore difeso dai guastatori .

Il XXXII viene accerchiato malgrado le perdite che la disperata reazione provoca agli inglesi : ogni arma viene usata .

Cadono numerosi i guastatori falciati dalle armi automatiche dei carri . Nessun appoggio di fuoco da parte delle artiglierie amiche impegnate esse stesse nella loro difesa vicina . Il battaglione viene quasi completamente annientato .

Il XXXII, come dice la motivazione della sua Medaglia, esprime nel valore di tutti il più luminoso prodigio del dovere fino al sacrificio . Quanto questo sia vero lo dimostra, uno per tutti, il pluridecorato Sten. Rolando De Angelis , caduto il 17 luglio 1942, che il 13 marzo di quell’anno così scriveva alla madre :

Mamma carissima, non ci pensare neppure che possa venire in licenza, tanto meno per Pasqua . E’ bene che una volta per sempre voi tutti vi mettiate in testa che io non verrò in Italia se non alla fine della guerra, o finchè non rimpatrierà il mio reparto, se Dio vuole .

Voi forse non potete capire, ma quando si è stati in una compagnia per 18 mesi, dei quali 14 quaggiù, quando si è diviso con i propri soldati tutti i giorni, le ore e i minuti, i momenti belli e brutti, i successi, le vittorie e le glorie ; quando di 202 componenti la mia compagnia, che sbarcano quaggiù, ne sono rimasti solo una quarantina e di 41 uomini del mio plotone solo in 7 siamo presenti, allora non si possono abbandonare i superstiti neppure per un momento . Finchè un solo uomo dei miei vecchi soldati rimarrà qui, io sarò con lui, e per lui, sino alla fine della guerra, o fino a che avremo il cambio . Perciò ho rinunciato sinora, e continuerò a rinunciare a tutte le occasioni per venire in Italia .Tu sai, e se non lo sai te lo dico io ora, che sarei potuto venire già lo scorso anno a luglio o a ottobre per esami : rinunciai . Mi fu offerta dal Gen. Grosso una licenza premio per essermi distinto in combattimento : rinunciai ancora perché non un premio mi pareva allontanarmi dal fronte, ma una punizione . Ora potrei venire per gli esami di aprile, ma ho rinunciato, e rinuncerò per gli esami di giugno e di ottobre . Infine, se Raimondo andrà sotto le armi, rinuncerò al congedo, come feci nel 1940 ; se lo vorrà lui per sé, bene, altrimenti nessuno .

Credi pure che sarei felicissimo di rivederti, di riabbracciarti, di starti vicino . Ma non può il mio desiderio superare l’altro, più grande e più forte : fare il mio dovere di soldato e di combattente per la mia Patria .

La madre di De Angelis non lesse mai questa lettera . Quando fu recapitata lei aveva preceduto di qualche giorno la morte dell’eroico figlio .

Il rapporto del Cap. Di Luzio sui fatti della giornata del 17 luglio 1942 così conclude :

” A sera di tutto il battaglione schierato in linea, hanno complessivamente fatto rientro alla base : 3 ufficiali e 16 uomini, tutti con le loro armi ” .

Ma il “campanello d’allarme” aveva assolto alla sua funzione : nella breccia aperta dagli inglesi affluiscono rapidamente unità di riserva del Corpo d’Armata che tagliano alla base il saliente degli attaccanti . Ancora una volta il nemico è fermato . Il campo di battaglia appena riconquistato testimonia, con i suoi tanti caduti abbandonati ed i mezzi distrutti, la durezza sanguinosa della lotta .

L’ l1 agosto 1942, dopo 16 mesi di campagna aspramente combattuta, il XXXII battaglione guastatori ” viene sciolto per eventi bellici “ .

Il 22 agosto, i superstiti, 72 in tutto, per la quasi totalità appartenenti ai plotoni comando, raggiungono il XXXI battaglione nella cui forza vengono incorporati.

Oltre alle ricompense al Valor Militare (di cui oltre 40 “sul campo”) concesse ai singoli guastatori, al XXXII battaglione viene conferita la Medaglia di Bronzo al Valor Militare per gli eventi bellici in Africa settentrionale nel periodo dal gennaio 1941 al luglio 1942.