I Guastatori nella storia

Il termine “Guastatore” ha radici molto profonde legate alla stessa origine dell’Arma del Genio e ci fa risalire alle tracce di tecnicismo militare presenti nelle guerre fino dalla prima età della storia dell’uomo .

Già nell’epoca romana il tecnicismo militare prevede, vere e proprie opere di fortificazione campale. Giulio Cesare annette grande importanza alle opere di fortificazione e preparazione del campo di battaglia così come ritiene altrettanto importante la distruzione delle opere di difesa nemiche; distruzione che veniva compiuta dai “fossores” il cui modo di operare li avvicina molto ai guastatori ed ai minatori. Infatti fra i bassorilievi della Colonna Traiana, in Roma, sono scolpiti militari, allora detti “fabri”, che effettuano lavori di rafforzamento degli accampamenti ma che concorrono anche alla loro difesa usando picconi e scuri, gli stessi arnesi impiegati nei lavori. E’, però, nel 55 a.C., in occasione della costruzione da parte delle Legioni romane del ponte sul Reno in soli 10 giorni, che vengono menzionati i “guastatores” (ossia i distruttori) e cioè gli operai militari che erano anche costruttori per eccellenza .

Successivamente, nel corso della storia, ritorna ancora il termine “guastatore” però bisogna arrivare al 1793 per parlare di nascita ufficiale della Specialità .

Infatti l’atto costitutivo del “Corpo dei Guastatori” voluto da Sua Maestà il Re di Sardegna , vede la luce a Torino il 21 gennaio 1793.

E’ un documento molto dettagliato ed estremamente interessante nel quale, fra l’altro, si legge :

Il Corpo dei Guastatori sarà comandato da un Colonnello, o Luogotenente Colonnello, e sarà composto di due Battaglioni di quattro Compagnie cadauno, ed ogni Battaglione avrà il suo Stato Maggiore, come da seguente Stato

Questo Corpo deve essere composto di gente forte, disinvolta e propria per il servizio di Guastatore, ed abile perciò ad ogni sorte di lavoro, alla costruzione di ponti sodi, di ponti di barche, a travagli da mina, a quelli di terra, e simili, e gli Ufficiali massimamente dovranno avere un’idea dell’Architettura Militare .

Autentiche azioni da guastatori sono compiute nel 1916, nella 1^ Guerra Mondiale, da militari del Genio provenienti da tutti i reparti, incorporati nella “Compagnia della Morte” , creata e comandata dall’allora Cap. Cristoforo Baseggio, definito”un eroe e un diavolo” . Essa va in azione il 20 luglio 1916, alla conquista della Caverna Lunga di Cima 3, sul Monte S.Michele, aprendo la strada ad un battaglione bersaglieri . Partecipa a diverse altre azioni distinguendosi sempre con atti di fulgido eroismo. Da una relazione di un ufficiale di artiglieria di un Gruppo da montagna assegnato in accompagnamento alla Compagnia della Morte leggiamo :

Ai provenienti dal Genio veniva affidato il compito di aprire varchi nei reticolati avversari, lanciando tra i paletti tubi pieni di gelatina esplosiva . Subito dopo si andava tutti all’assalto con fucili, baionette spesso usate come pugnali ; gli Ufficiali con le pistole e tutti con bombe a mano ; la riuscita era affidata alla sorpresa ed all’impeto dell’attacco, appoggiato sino all’estremo limite di sicurezza dal tiro dei nostri cannoncini da montagna, che sparavano pochi palmi al di sopra delle teste degli attaccanti così da proteggerli e sostenerli sino a pochi metri dalle trincee avversarie . Questa azione di appoggio e protezione, però, non poteva essere svolta a favore degli arditi della Compagnia della Morte perché avrebbe annullato la sorpresa .

Questi “Arditi del Genio”, che non avevano avuto un preventivo specifico addestramento ma che agivano d’iniziativa, con decisione ed estrema audacia, possono dirsi senz’altro i precursori dei Guastatori del Genio della 2^ Guerra Mondiale .

E’ ad essi, infatti, ed ai “Genieri d’assalto” tedeschi che si ispira il Col. Steiner per svolgere, nel 1940, i corsi dei Guastatori del Genio nella Scuola di Campo dell’Oro a Civitavecchia.