Origini della specialità

Il 29 luglio del 1940 il generale Matteo Negro, Capo del I reparto dello Stato Maggiore, mi chiamò per annunziarmi la mia nomina a Comandante della Scuola Guastatori del Genio e darmi le direttive per la costituzione ed il funzionamento della stessa .

Queste parole, dell’allora Colonnello del genio Piero Steiner, possono essere considerate “l’atto di nascita” della specialità GUASTATORI del GENIO nell’Esercito Italiano

Si era pensato di chiamarli “Genieri d’assalto” usando una denominazione che rievocasse le gesta degli arditi d’assalto della 1^ Guerra Mondiale . Alle fine, però, si preferì dare nuova vita al nome “GUASTATORI” che aveva attraversato ed arricchito l’intera storia militare delle genti italiche a cominciare dal lontano 1793 .

Il 1° agosto 1940 il Col. Steiner è a Civitavecchia dove individua, in un vasto appezzamento di terreno di proprietà del Comune (denominato Campo dell’Oro), la zona più idonea per la futura Scuola Guastatori del Genio e per l’annesso poligono di addestramento .

Planimetria della Scuola a Campo dell’Oro (da “Fiamme Nostre” del 1° corso Guastatori)

Il 9 dello stesso mese si ha l’afflusso dei primi futuri guastatori che vengono sistemati sotto tenda .

Già a metà settembre, però, la Scuola è una realtà in grado di ospitare mille uomini in baracche .

Il Gen. NEGRO passa in rassegna i reparti Guastatori nel corso la sua visita alla Scuola accompagnato dal Col. STEINER (primo a destra)

I problemi da risolvere sono tanti ed in tutti i settori . In fondo si tratta di dare vita ad una specialità del tutto atipica e “nuova di zecca” per l’Esercito. E’ tutto da creare: dagli organici all’addestramento, dai criteri di selezione dei futuri guastatori all’equipaggiamento.

Uniche fonti di riferimento per il Col.Steiner: le informazioni ricevute da alcuni ufficiali tedeschi sugli “sturmpionieren” germanici e le notizie raccolte sui reparti d’assalto italiani impiegati nella prima guerra mondiale .

Ma leggiamo direttamente quanto ci ha lasciato scritto sull’argomento colui che, di diritto, deve essere considerato il “padre della specialità Guastatori del Genio”, il Col. Piero Steiner :

Il primo lavoro era stato quello di abbozzare un organico ed una traccia per l’addestramento . Una bozza di programma di addestramento molto più minuziosa delle abituali istruzioni .

Ciò venne fatto di proposito perché, per la formazione di reparti arditi, non basta scegliere uomini che abbiano le doti fisiche e d’animo che si reputano necessarie, ma si esige anche un addestramento accuratissimo in quanto entro certi limiti, per il successo dell’azione, è più necessario l’addestramento che il coraggio fisico . Pensare che si possa trascurare l’addestramento di scuola per apprendere in combattimento il modo migliore di impiegare le armi e di manovrare è come lo sdegnare di imparare il nuoto nelle acque tranquille di una piscina pensando che si possa farlo meglio, sotto l’assillo del rischio e con l’aiuto dello spirito di conservazione, in un mare in tempesta . Se questo è vero per tutti i combattenti, lo è particolarmente per i reparti d’assalto nei quali il soldato deve avere, delle armi e degli altri mezzi a sua disposizione, una conoscenza tecnica ed una pratica operativa perfette, così da poter compiere automaticamente, anche nelle tremende difficoltà che il combattimento crea, tutto quello che occorre per assolvere il compito……………………………….

C’è chi ancora ritiene che ardito e delinquente siano termini che si possono abbinare e che, anzi, qualche condanna sullo stato di servizio di un ardito sia una garanzia di capacità . Non esiste opinione più errata ; lo dicono con me tutti quelli che hanno avuto l’onore di comandare reparti d’assalto ed ai quali è stato dato di constatare che, sovente, i coraggiosi sul campo di battaglia, fuori di lì, sono dei timidi e, viceversa, che quasi sempre i delinquenti sono dei vigliacchi . Gli unici reparti per cui non abbia mai dovuto ricorrere a locali di punizione sono appunto quelli guastatori…………………………………………………………………………..

Quando i volontari giunsero alla Scuola, li riunii e senza attardarmi in saluti o discorsi patriottici esposi nel modo più scarno e realistico i compiti affidati ai guastatori mettendo in particolare evidenza quanto di coraggio, di spirito di sacrificio, di intelligenza e di fermezza fosse indispensabile per assolvere il compito . La cruda esposizione di queste difficoltà bastava per far desistere dal corso chi era venuto senza serietà d’intenti. Normalmente costoro erano circa un quinto dei giunti a Civitavecchia ……………………

L’addestramento individuale è severissimo e molto meticoloso affinché l’esecuzione dei gesti e degli atti tecnici necessari per l’uso dei suoi particolari mezzi ed armi divenga così familiare all’uomo da risultare pressoché automatico; ottenuto ciò, il guastatore, di fronte ad ogni situazione improvvisa sarà in grado di concentrare ogni risorsa d’attenzione e d’energia alla vicenda del combattimento ed alle esigenze della propria sopravvivenza, condizione primaria per conseguire l’obiettivo, senza doversi preoccupare del modo come far funzionare i mezzi a sua disposizione…………………

La puntigliosa ed ossessiva pratica del lancio reciproco fra guastatori di bombe a mano a breve distanza, ha dimostrato in innumerevoli episodi di attacco e di combattimento ravvicinato fino al corpo a corpo, di essere tutt’altro che una bravata ; il lancio simultaneo a quello del nemico (anziché dopo lo scoppio della bomba avversaria) è sempre altamente efficace contro chi non abbia effettuato lo stesso tipo di addestramento ……..

Gli addestramenti erano studiati molto minutamente . Avendo controllato più volte i veri effetti degli scoppi per ogni tipo di esplosivo su diversi terreni ed ostacoli ed il raggio d’azione dei vari proietti, potei limitare le distanze di sicurezza al minimo consentito . …………………………………………………………………………………

La selezione, l’istruzione, l’addestramento e le prove per guadagnarsi il “brevetto” erano uguali per tutti, ufficiali, sottufficiali e militari semplici ……………………….

Ebbi così l’onore di addestrare nove compagnie di guastatori del genio . Ai primi di novembre del 1940, quando il 2° Corso era già cominciato, giunse d’improvviso il mio trasferimento al Comando Superiore delle FF.AA. in Albania . La mia breve carriera di guastatore era finita, perché se poi, nel corso della guerra, ebbi la fortuna di ritrovare qualcuna delle mie vecchie compagnie, non potei più però averle ai miei ordini.

Fu un vero dolore per me lasciare i guastatori ed anche ora il ricordo di quei giorni mi torna con un senso di acuta nostalgia .

L’ordine di passare la specialità (e la Scuola) alla Fanteria aveva addolorato tutti anche se ognuno di noi pensava che al Genio rimaneva pur sempre l’orgoglio di aver dato vita alla specialità, di averne studiato le dotazioni e l’addestramento, di aver organizzato il poligono, di aver creato, in una parola, il GUASTATORE .

Va ricordato che dalla Scuola Guastatori del Genio di Civitavecchia furono svolti due corsi della durata, ciascuno, di circa due mesi . Il primo iniziò il 10 agosto 1940 ed il secondo il 5 ottobre dello stesso anno.

La Scuola, con proprio ordine permanente, dispose che agli idonei venisse apportata, sui documenti personali, la seguente variazione matricolare : “Dal …… al …….ha frequentato, come volontario, il …. Corso Guastatori del Genio . Dichiarato idoneo assume la qualifica di GUASTATORE ” .

Nel 1941, per continuare la preparazione dei complementi da inviare al fronte alle nove compagnie costituite a Civitavecchia , furono svolti corsi Guastatori presso Reparti del Genio nelle sedi di Banne (Ts), Ronchi dei Legionari (Go), Brunico (Bz) e Torri del Benaco (Vr) .